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Progetto CasaClima, la soluzione per tutti

Pubblicato il 26/06/2012 alle 18:42

Esiste un rapporto tra l'edilizia abitativa, il rispetto dell'ambiente e le variazioni sul clima in generale? A prima vista sembrerebbe di no. Tutti d'accordo, certo, nell'ammettere che un'edificazione incontrollata danneggia il territorio interessato compromettendone l'equilibrio. Ma il clima cosa c'entra?

In realtà la costruzione di una casa ha ripercussioni ben più gravi, sia nel tempo che nello spazio. Una casa, generalmente, è per la vita ed è il sogno di tutti. Questa stessa casa, tanto ambita, può diventare però una palla al piede se per costruirla non si adottano i giusti accorgimenti: i costi elevati per riscaldarla e l'inquinamento che questo comporta possono arrivare a condizionare la nostra e la vita di chi la erediterà, per sempre.

E allora che fare? Perché vivere male quando si può vivere bene?

Fino a qualche anno fa, quando non esistevano la cultura e la sperimentazione odierne, per risparmiare qualche litro di gasolio in più si limitava l'uso del riscaldamento delle case, si chiudevano le stanze inutilizzate o ci si serviva di stufe e caminetti che ‘aiutassero' il sistema a riscaldamento più tradizionale. Oggi, tutto questo deve diventare un pallido ricordo. Si può vivere bene, anzi benissimo, a temperatura costante di 20-22 gradi praticamente senza consumare quasi niente e a costi accessibili (solo + 5-15% rispetto alle costruzioni tradizionali), che in breve tempo si ripagano rendendo la casa un vero investimento. Da ormai qualche anno se ne parla diffusamente alla Fiera specializzata per l'efficienza energetica e l'edilizia sostenibile Klimahaus, che si tiene a Bolzano a fine gennaio. Quasi 24 mila i visitatori solo nel 2006 - per parlar di numeri - che si sono avvicendati nei quattro giorni di esposizione con 1.600 operatori presenti al congresso tenutosi nei primi due giorni di svolgimento di Klimahaus, mentre altri 550 hanno seguito i lavori durante convegni e conferenze ospitati nell'ambito della fiera specializzata. Tutti insieme per dimostrare e toccare con mano che se si costruisce una casa con un buon isolamento termico, un'accurata scelta di materiali e un corretto orientamento dell'edificio, si può tranquillamente vivere al caldo (o al fresco, a seconda della stagione), consumando pochissima energia, con buona pace dell'ambiente, della nostra salute e anche del nostro portafogli. Questa casa ha un nome, esiste, la si può trovare in Alto Adige per esempio, tanto per restare in Italia: si chiama CasaClima (o Klimahaus) ed è classificata nelle tre tipologie CasaClima Oro (o 'casa passiva'), CasaClima A e CasaClima B. Per ognuna di esse viene rilasciata una certificazione che ne attesta l'efficienza energetica e l'ambiente confortevole.

Promosso dalla Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio Aria e Rumore, nell'intento di raggiungere l'obiettivo fissato dalla Comunità Europea per abbattere sensibilmente i consumi di energia e le emissioni di anidride carbonica, il Progetto CasaClima per la certificazione energetica degli edifici è stato anche presentato alla conferenza mondiale sul clima tenutasi a Montreal nel dicembre 2005.

La certificazione CasaClima punta a ottenere bassi consumi energetici – con una riduzione del 90% dei consumi per il riscaldamento – con un duplice risvolto positivo per l'ambiente e il clima e per il benessere abitativo delle case. Rispetto a un‘abitazione tradizionale, ad esempio, in una CasaClima di sei appartamenti si risparmiano ogni anno circa 20 tonnellate di biossido di carbonio. La CasaClima Oro viene anche chiamata ‘casa da un litro', perché in un anno consuma un solo litro di gasolio per ogni metro quadro di superficie abitata. Nelle case italiane invece si consuma dai 150 ai 200 kWh/mq/a contro i 15 kWh/mq consumati all'anno dalle case passive. In Italia, è stato calcolato che per riscaldare un solo giorno un appartamento di 130 mq serve tanta energia quanto quella che consumerebbe un'auto di media cilindrata per coprire la distanza tra Genova e Roma. In Italia infatti il riscaldamento del patrimonio edilizio consuma più dell'intero sistema dei trasporti.

Case senza riscaldamento e senza condizionatore

Case simili si trovano oggi in Germania, Svizzera, Austria, Francia e in Italia (praticamente solo nella provincia di Bolzano), in aree cioè con climi molto più rigidi delle altre regioni mediterranee.

Ma come si è giunti a questo incredibile risparmio di energia?

In modi molto semplici ma accorti: coibentando (cioè isolando) i muri perimetrali, il sottotetto, il pavimento del pianterreno, installando finestre con telai coibentati e vetricamera termoisolanti a più strati e utilizzando, se necessario, una ventilazione meccanica con scambiatori di calore per i ricambi d'aria e sonde geotermiche per sfruttare l'energia solare accumulata dal terreno. In questo modo d'inverno non entra il freddo e non esce il caldo, mentre d'estate non entra il caldo e non esce il freddo.

E per chi già possiede una casa?

"In Alto Adige per esempio, ogni anno se ne vanno da un tetto poco isolato ben 300 litri di gasolio per sciogliere la neve e 1.200 litri di gasolio dalle facciate. Isolando le pareti, il tetto, il solaio e le finestre possiamo arrivare a risparmiare il 75% del riscaldamento. Un cappotto esterno in sughero, fibra di legno o calcestruzzo cellulare può portare la temperatura sulle pareti da 15 a 18 gradi, senza problemi di muffa. E se non è possibile costruire un cappotto esterno perché magari l'edificio è antico, lo si può fare internamente, con circa gli stessi risultati".

Una scelta di mercato

Non si tratta solo di una scelta di vita, ma anche di mercato. Investire nelle Case Clima infatti conviene a tutti, costruttori in testa. Lo dimostra la Germania dove il settore delle case passive è l'unico in forte espansione in un mercato edilizio da anni in crisi, ma anche la realtà economica di Bolzano: "Il mercato premierà la lungimiranza di chi oggi si sta interessando a questi progetti – ha sottolineato Hanspeter Munter, direttore dell'Associazione provinciale dell'artigianato di Bolzano (Apa) – Una decina di anni fa molti dei nostri carpentieri crearono un comitato per diffondere le tecniche delle costruzioni in legno. Dopo l'esperienza di Friburgo, si passò allo sviluppo dell'idea di Casa Clima. A oggi 1.200 persone hanno frequentato corsi di formazione, cosicché le nostre aziende locali sono in grado di portare a termine queste realizzazioni, senza problemi". "Certo – ha aggiunto Manuel Benedikter, architetto di Bolzano – serve un nuovo coordinamento tra le parti. Il progettista è il direttore d'orchestra, progetta in un modo rispettoso dell'ambiente, si confronta con i cantieri dove è presente costantemente, coordina realisticamente le parti e i tempi. I committenti dal canto loro devono investire proprio nella progettazione iniziale, da cui poi dipenderà la qualità della costruzione. Gli artigiani infine devono superare le proprie perplessità ("Non può funzionare, perché non lo abbiamo mai fatto"), perché questa è la strada da percorrere".

Fonte: www.tg0.it



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