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L'eleganza senza tempo della Ceramica

Pubblicato il 11/04/2017 alle 11:02

Da oltre trecento anni, improvvisandosi un po’ architetti, scultori e pittori, i ceramisti laurentini hanno sapientemente ripreso la tradizione 700esca, giungendo oggi, a produrre una vasta gamma di manufatti in ceramica maiolicata apprezzata in campo nazionale ed internazionale. Un momento fortunato per le botteghe ceramiche titernine, tale da includere San Lorenzello e Cerreto Sannita nella ‘’mappa’’ dei siti di importanza ceramica redatta dal Ministero dell’Industria e Artigianato. San Lorenzello è uno dei 37 centri di antica tradizione ceramica ai sensi della legge ministeriale 188/90 e fa parte dell’AICC (Associazione Italiana Città della Ceramica). Le acque del mitologico Tiphernum, hanno caratteristiche nascoste a noi moderni ma che la storia ha recensito bene. E’ questo il caso dei Mulini in via dei mulini o Tre Magi dove troviamo i resti di quello che era il mulino comunale, risalente al 1799. I mulini disseminati lungo l’argine del fiume servivano a macinare, con l’ausilio di due grosse pietre, sabbia silicica, pietra di manganese, litargirio e ossidi di rame, zinco e ferro. Da questo procedimento venivano fuori i colori utilizzati dai maestri ceramisti per le loro produzioni. Oggigiorno i colori utilizzati per dipingere i pezzi ceramici non vengono più ricavati con una simile pratica, ma le tonalità del giallo e del blu turchino restano inalterate. La tecnica di lavorazione dei pezzi ceramici, è articolata in 6 distinti fasi, quali la foggiatura, l’essicazione, la prima cottura, la smaltatura, la decorazione e la seconda cottura. Con dedizione assoluta e ricchi di esperienza, i maestri ceramisti donano calda umanità ad ogni singola creazione. Semplici tocchi e sobrie pennellate, fondono il passato alla moderna tecnologia. Tipicità dell’arte Laurentina, sono le acquasantiere, albarelli, piatti e vasi sagomati, pannelli votivi, commentati da decorazioni floreali, da frutta ed uccelli. I colori che predominano la tavolozza, sono il giallo intenso, l’arancione, il manganese, il blu e i verdi in tutta la loro gamma, dalla tonalità ramìna al marcio. Il periodo più florido e di maggiore produzione fu quello successivo al terremoto del 5 giugno 1688. La ricostruzione delle due cittadine titernine di Cerreto e San Lorenzello, attirò diverse maestranze forestiere, in particolare napoletane. Molti ’faenzari’, ovvero ceramisti napoletani si stabilirono nei due paesi contribuendo, con la loro opera, alla nascita di un nuovo repertorio decorativo più vicino al periodo artistico di quell'epoca. In particolare, la famiglia Giustiniani, fondatori della Manifattura di Capodimonte, che fecero del centro sannita, un luogo di raffinata produzione artistica. La tradizione si rinnova attraverso la nascita dell’Istituto d’Arte nel 1958 ed il rifiorire delle botteghe a partire dal Maestro Guido Barbieri antesignano ceramista, che riprende con la sua tenacia la lavorazione della ceramica a San Lorenzello. Il patrimonio ceramico che ammonta a centinaia di pezzi, suddiviso in sezione antica e moderna, è catalogato e gelosamente custodito in una mostra permanente della Ceramica Artistica e Tradizionale. Merita un cenno la rinomata manifestazione settembrina “Regioni d’Italia”, che dal 1994 ha registrato grande successo di presenze e di addetti ai lavori dando un notevole contributo all’Associazione “Nicola Giustiniano” e alla crescita della collezione museale. Con l’obbiettivo di rilanciare il settore della ceramica Artistica, si è dato vita ad una estemporanea internazionale di ceramisti tornianti, decoratori e maestri Raku denominata ‘’Dalla Terra all’Arte” in programma sempre nel mese di Settembre, per completare un percorso intrapreso con gli artisti italiani finalizzato all’allestimento di una parete del paese che riporti i decori e gli stili di tutte le scuole italiane di antica tradizione.

Autore: Milena Mancini



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