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Il 2017 è l’Anno dei Borghi, verso un turismo sostenibile

Pubblicato il 12/04/2017 alle 13:45

Il 2017 è l’Anno dei Borghi, verso un turismo sostenibile Il 2017 sarà l’Anno dei Borghi italiani, con tante iniziative per valorizzarne le tradizioni, la cultura, i paesaggi.

L’Anno dei Borghi è stato inaugurato ufficialmente a febbraio da Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, nell’ambito del convegno “La valorizzazione del patrimonio naturalistico, umano, culturale e artistico dei Borghi Italiani”, tenutosi a Roma, a Castel Sant’Angelo. “Dopo il 2016 Anno nazionale dei cammini, che ha portato un grande successo, anche di numeri – ha dichiarato il Ministro – era naturale che il 2017 fosse l’anno dei borghi, che sono un patrimonio straordinario del nostro Paese“. Sostenuto dal Ministero, da 18 Regioni, da Enit e dalle associazione dei borghi, il progetto Anno dei Borghi è funzionale al Piano Strategico 2017-22 del turismo che tra i suoi obiettivi prevede il rinnovamento e l’ampliamento dell’offerta turistica, la valorizzazione di nuove mete e la creazione di occupazione. “I borghi si spopolano perché non c’é lavoro- ha specificato l’on. Franceschini – ma se si creano occasioni di occupazione, come dimostra la bellissima esperienza degli hotel diffusi, tornano anche le persone e i giovani”.

Nei piani del Ministero, la valorizzazione dei borghi punta ad offrire un’esperienza turistica più “slow”, sostenibile e autentica, alternativa e complementare a quella dei maggiori attrattori turistici. L’iniziativa, quindi, è in linea con quella dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che già nel 2015 ha dichiarato il 2017 “Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo”.

Il Ministro Franceschini ha annunciato che l’Amministrazione sta lavorando per realizzare, a maggio, gli Stati generali dei borghi, in modo che l’Anno dei Borghi diventi una grande sfida nazionale, capace di dare frutti molto importanti al territorio. E su Twitter lancia l’hashtag social #BorghiViaggioItaliano. Tra le azioni comuni annunciate c’è una mappa virtuale e interattiva dei borghi italiani, una piattaforma web partecipata dai turisti, una web tv, campagne social ed un tour emozionale che da maggio a settembre porterà il grande pubblico a scoprire il turismo sostenibile dei borghi, offrendo una serie di convenzioni con operatori turistici e associazioni. E il 21 giugno, con la Festa europea della musica, sono previsti concerti gratuiti nei luoghi della cultura e dell’arte. Anche la Campania è tra le 18 regioni che hanno aderito al progetto. Sono tanti i borghi della nostra regione che ancora conservano tradizioni, bellezza ed ecosostenibilità. I borghi sulle coste riescono a godere, almeno in parte, dei flussi turistici verso le nostre rinomate mete balneari.

Quelli dell’entroterra, invece, sono ancora tutti da scoprire ed attendono di essere valorizzati con piani concreti di sviluppo turistico integrato. Alcuni di questi, inoltre, sono completamente abbandonati, spesso a causa dei terremoti, e meritano di essere recuperati, se non dal punto di vista urbanistico e funzionale, almeno da quello turistico. E’ il caso dei borghi di Centola (Sa), Roscigno (Sa), Romagnao al Monte (Sa), Aquilonia (Av), Conza della Campania (Av), Melito Irpino (Av), Apice (Bn), Cerreto Sannita (Bn), Tocco Caudio (Bn) e San Pietro Infine (Ce), tutti comuni che hanno aderito alla “Rete Regionale dei Borghi abbandonati della Campania”, finalizzata a definire un modello di sviluppo locale sostenibile. 

Fonte: Ecoturismo Campania



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